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STORIE DA UN'ERUZIONE. POMPEI, ERCOLANO, OPLONTIS. L'apocalisse pompeiana in mostra al Museo archeologico di Napoli dal 20 marzo al 31 agosto,con nuovi reperti provenienti dagli scavi vesuviani |
A Napoli, al Museo Archeologico,si è
inaugurata lo scorso 21 marzo la mostra STORIE DA UN'ERUZIONE. POMPEI,ERCOLANO,OPLONTIS.La
mostra raccoglie gli ultimi eccezionali ritrovamenti che comprendono
sculture,monili preziosi,oggetti di uso comune, affreschi, e calchi umani.
Tutti reperti che ci riconducono alla tragedia dell'eruzione del Vesuvio che
distrusse Pompei ed Ercolano. La mostra che è stata realizzata dalla Sovrintendenza archeologica di Pompei, con la collaborazione dei Beni culturali della Campania,consente di ammirare oltre ai reperti custoditi nel museo napoletano, anche quelli mai esposti prima. La mostra di grande suggestione, si articola in un impianto di grande rigore scientifico,con oltre 700 reperti, selezionati da un comitato di esperti, presieduto da Pietro Giovanni Guzzo.Ed è un ampio e suggestivo spaccato della quotidianità di Pompei 2000 anni fa, fissata come da una macchina fotografica, che ci mostra con cruda realtà la tragedia che nel 79 d.C. colpì Pompei seppellendola sotto una pioggia di lapilli incandescenti e nubi ardenti e tossiche.
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Sono integrati nella mostra i cicli pittorici
delle ville di Moregine.Pitture parietali,ritrovate in un edificio nel
suburbio di Pompei,e che decoravano tre triclini. Le pitture rappresentano
Dioscuri, Venere,Apollo,il ciclo delle Muse,la personificazione della Palude
e Roma Amazzone. E ancora,dalla villa 6 di Terzigno pittture pregevolissime
che rimandano alla villa dei Misteri. Si aggiungono inoltre, alla mostra,
calchi di persone morte in un estremo e vano tentativo di salvezza,tra
queste una donna che aveva tentato di salvare anche i suoi preziosi
gioielli. Maurizio di Puolo,inoltre,ha allestito con spettacolari ricostruzioni, nel gigantesco Salone della Meridiana, alcuni ambienti delle ville. La mostra comprende 30 affreschi, 10 sculture, 500 monili, 200 oggetti d'uso comune, legni, una cassaforte in bronzo e 11 calchi umani.
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